Le elezioni comunali si avvicinano e sento il bisogno di scambiare con chi ne ha voglia qualche riflessione.
Anzitutto, una cosa: tutti quelli che hanno partecipato al confronto tenutosi su questo sito in vista delle primarie del centro sinistra, o lo hanno anche semplicemente seguito, conoscono il mio pensiero riguardo ai limiti, agli errori commessi ed alle responsabilità dei protagonisti, cui Leoluca Orlando ha in ultimo deciso di cercare di rimediare, proponendo ancora una volta la sua candidatura.
Su tutto questo è inutile tornare.
Adesso ci ritroviamo due candidati: Fabrizio Ferrandelli e Leoluca Orlando; il primo, giovane, discusso e discutibile vincitore delle primarie, il secondo, assai meno giovane, anagraficamente e politicamente, sceso in campo in prima persona perché non soddisfatto dal loro scontato esito, e in tanti ci interroghiamo su quale sia la scelta da fare .
E’ chiaro che su un piano astratto di principio non dovremmo nutrire alcun dubbio: l’unico soggetto legittimato a concorrere sarebbe Fabrizio Ferrandelli.
Tuttavia, poiché stiamo parlando del governo della nostra città e del nostro territorio da troppo tempo abbandonati a se stessi e privi di prospettive e, quindi stiamo parlando delle nostre esistenze e di quelle dei nostri figli e nipoti , arroccarsi su una trincea di principio non avrebbe senso.
Il nostro voto dovrà andare al candidato che dimostri, non solo a parole ma con atti e fatti concreti, di avere nella mente e nel cuore il nostro medesimo obiettivo, che veda un futuro per questa città e per questa comunità e che quello che lui vede è, almeno nelle sue linee generali, quello che vediamo noi.
Naturalmente io parlo per me ma mi piacerebbe sapere anche come la pensa chi mi legge: io sono convinto che, a prescindere dall’ impegno sul fronte dei conti, che non è rinviabile né aggirabile e che deve basarsi su scelte che contengano, nei limiti del possibile, i conseguenti ed inevitabili costi sociali, la prevalenza dell’una o dell’altra proposta di governo dovrebbe giocarsi su tre fronti: quello dell’ambiente, quello della cultura e quello della partecipazione.
Anzitutto, e non solo per ordine alfabetico, l’ambiente: in una fase storica in cui stanno venendo al pettine i nodi di un sistema fondato sullo spreco e sulla rapina delle risorse naturali e sul deprezzamento del valore lavoro che, certo, non sarà il Monti della situazione a cambiare ed il cui peso graverà tutto sulle generazioni più giovani, è indispensabile che le singole comunità, i singoli territori, più o meno allargati fino a raggiungere un livello regionale, operino una scelta strategica che, tenuto conto delle diverse vocazioni, miri a coniugare il sacrosanto obiettivo dello sviluppo con quello vitale della salvaguardia dell’ambiente e delle risorse naturali. Sono convinto che solo tale scelta strategica consenta di guardare avanti con un minimo di ottimismo e sono altresì convinto che oggi, in relazione alle condizioni culturali e politiche globali, sia proprio il livello locale quello in cui con più efficacia essa può essere perseguita.
E’ chiaro che se chi si propone al governo di questa città e di questo territorio mostrerà di essere consapevole di tutto questo, se si impegnerà a lavorare perché la nostra città, che in questo campo è già talmente favorita dalle sue condizioni geografiche, climatiche, storiche e culturali, diventi un’avanguardia, un centro di riferimento, non solo avrà il mio sostegno convinto ma avrà nello stesso tempo avviato a soluzione anche il problema dello sviluppo e del lavoro.
In secondo luogo la cultura: già fare proprio un obiettivo come quello sopra indicato sarebbe una scelta di grande promozione culturale; ma non sufficiente: la riuscita di un progetto che punti ad uno sviluppo equilibrato, sostenibile e duraturo è, infatti, strettamente connesso con la crescita culturale della comunità che parte dagli asili, passa attraverso scuole, biblioteche ed università e finisce nei teatri, nelle sale concerto, nei cinema, nei musei e nelle gallerie d’arte della città e si manifesta nella produzione di idee, di progetti, di innovazione.
In terzo luogo la partecipazione: è del tutto vano progettare un futuro, proporsi un obiettivo più ambizioso della sola pulizia delle strade e del funzionamento dei mezzi pubblici, se non ci si garantisce una continuità che vada oltre la consiliatura.
In passato, e proprio con Orlando, abbiamo già fatto questa esperienza e dovremmo avere appreso che se non si fa in modo di fare crescere una classe dirigente capace, colta e consapevole, onesta che, indipendentemente da possibili variabili ideologiche, sia profondamente legata al suo territorio, che ne valorizzi le vocazioni, che lo ponga al centro ed al di là dei suoi interessi e che condivida l’obiettivo finale della costante ricerca del bene comune, qualunque iniziativa finisce con l’avere le gambe corte. E il ritorno della vecchia non politica, dell’illegalità diffusa, del dominio del tornaconto personale è dietro l’angolo. La partecipazione è l’unico strumento che agendo su una solida e diffusa base culturale può garantire quella crescita.
Bene, non essendo questo il luogo delle scelte operative, questa è la mia teoria, non so quanto condivisibile ma è quello che penso ed è questa la traccia che seguirò nell’orientarmi al momento del voto.
Ma come stanno affrontando i nostri candidati questi aspetti cruciali ed in particolare la questione ambientale ?
C’è qualcuno di loro che abbia annunciato una scelta strategica e programmatica che faccia del tema ambientale la chiave di lettura ed il limite invalicabile, in relazione alla quale ed entro il quale, vanno affrontati e risolti tutti i problemi connessi allo sviluppo della città?
C’è, per dire, uno dei candidati che abbia immaginato di proporre la creazione, all’interno della futura giunta, di un organismo collegiale, cui attribuire il potere di emettere pareri obbligatori e vincolanti su tutte le scelte che comportino un impatto ambientale : ad esempio in materia urbanistica, di mobilità urbana, di utilizzo delle coste, di impianti industriali ecc.?
Non mi pare che questo, anche solo a parole, sia avvenuto e che uno o entrambi i candidati abbiano fino ad ora caratterizzato in tal senso la propria candidatura e questo mi pare un grave limite. E’ difficile, infatti, pensare che se lo spirito di una “mission” alberga nel cuore e nella mente del futuro sindaco questa non faccia capolino tra le tante parole che vengono dette.
Tuttavia, poiché ho premesso che per orientare la mia scelta intendo guardare oltre che alle parole agli atti concreti e poiché il primo di tali atti è stata la presentazione di un iniziale nucleo di assessori, comincerei da qui nel cercare di chiarirmi le idee riguardo all’approccio dei due candidati ai temi che intendo porre a fondamento della mia scelta o della mia non scelta.
Ambiente:
Sarò un fanatico dei segni ma la mancanza, tra i sei assessori proposti, di uno cui sia riservata una delega, anche indiretta o parziale, all’ambiente, mi induce a ritenere che il tema non rientri tra le priorità di Ferrandelli .
Diversa, ma purtroppo solo in parte, sembra essere la posizione di Orlando che, tra i primi sei assessori ha pensato di inserirne uno con la delega alla vivibilità, ai parchi e, forse, all’agricoltura. Secondo il mio punto di vista il segnale, che sembra esserci, è ancora troppo timido – significativa la ristrettezza della delega in prospettiva riservata a Giuseppe Barbera – e, come ho detto in precedenza, sembra evidenziare la mancanza di una visione strategica che abbia al suo centro il tema ambientale.
Cultura:
Entrambi i candidati, attraverso le loro prime proposte, hanno dato segnale di considerare centrale il tema cultura. Entrambi hanno presentato un futuro assessore con questa delega, entrambi hanno proposto un insegnante quale futuro assessore all’istruzione, entrambi hanno inserito tra i futuri assessori almeno un professore universitario.
Ovviamente l’equilibrio descritto è solo apparente perché diverse sono le capacità, le esperienze, i valori ispiratori delle persone proposte ma questa valutazione ciascuno di noi può farla da se.
Per quanto mi riguarda ritengo decisamente preferibile la proposta Orlando; valuto,infatti, quella di Francesco Giambrone, che ha dato ottima prova come Sovrintendente del Teatro Massimo nel corso della seconda sindacatura Orlando e che negli anni successivi, andando via da Palermo, non solo è stato apprezzato Sovrintendente del Teatro della Fondazione Maggio Fiorentino ma ha potuto maturare anche una notevole esperienza internazionale, una nomina su cui non possono avanzarsi riserve e certamente migliore di quella del prof. Buttitta che, sebbene nipote del famoso poeta, non può vantare neppure lontanamente titoli paragonabili.
Non sono invece in grado di esprimere un giudizio comparativo tra le insegnanti proposte per il ruolo di assessore all’istruzione, delle quali mi è comunque noto l’impegno.
Quanto al mondo universitario non conosco le posizioni culturali che, in un settore strategico come quello dell’urbanistica, esprime il prof. Leone e le mie preferenze vanno senz’altro a Giuseppe Barbera, di cui conosco l’impegno e la competenza nel suo specifico settore ma anche la sincera convinzione della vitale importanza di operare, pur senza estremismi, una svolta strategica nel senso sopra delineato in tema di sviluppo ed ambiente.
Partecipazione : qui i due candidati si pongono, almeno dal mio punto di vista, sullo stesso deludente piano nel senso che la questione non risulta fra le loro priorità.
Un caro saluto a tutti quelli che avranno la pazienza di leggere queste riflessioni.
Gioacchino